Vittorio Zucconi: Appesi a un filo

L'ora peggiore è quella del tramonto, quando cominciano a volare le streghine dei "cold calls", delle telefonate a freddo. Da dove chiamino le streghe, quasi tutte femmine perché qualche costoso consulente tappezzato di lauree e masters deve avere scoperto quello che ogni bambino di 10 anni avrebbe potuto dire gratis, che una voce femminile intenerisce più facilmente il cuore, non si sa. Il miracolo della globalizzazione ha sparpagliato questi "call center", queste centraliniste e questi centralinisti infernali in tutto il pianeta, e soprattutto in India, dove le impiegate offrono all'imprenditore il considerevole vantaggio di costare un ventesimo di quello che costerebbe un'impiegata americana.
Sono addestrate a telefonare appunto verso sera, quando probabilità vuole che la vittima sia a casa, e si tradiscono incespicando sui nomi non inglesi. "Hi! Salve, parlo con il signor Vaitora... Vortai... Virtai..." Vittorio, taglio corto io. "Oh yes, hi! Vittorio, wow! Le telefono per....". E a questo punto si spalanca un panorama di offerte straordinarie, monolocali tra i serpenti dell'Arizona, sconti su vasellami e pentole cinesi, carte di credito e finanziamenti proposti a interessi praticamente regalati, quote di pozzi petroliferi in Indonesia che mi renderanno miliardario in una settimana, abbonamenti telefonici a prezzi ridicoli salvo complicazioni, mentre la pasta si fredda, la moglie s'incazza, la pressione sanguigna si alza, il cane si dilegua perché sente che l'umore del branco sta incupendosi.
Ci sarebbe anche una legge, solennemente approvata dal Parlamento americano lo scorso anno, scritta per impedire a questi schiavi del mercatino telefonico globale a stipendi da fame di rompere l'anima a innocenti interlocutori nella speranza che, su 100 che gli sbattono la cornetta in faccia, un pollo caschi in pentola. Ma le leggi funzionano in America come in Italia. Si trova sempre il modo di aggirarle. Magari col pretesto della beneficenza. Basta dire che una minuscola frazione dei profitti o degli interessi verrà versata al Centro per la protezione di Biancaneve e dei Sette Nani o per la ricerca sui calli ed ecco che l'intenzione benefica li autorizza legalmente a scocciare.
Contro questa pestilenza telefonica, avevo lanciato una mia personale guerra di civiltà, una crociata del Bene contro il Male, a nome della pasta che si fredda e della pressione sistolica che si scalda. Avevo faxato a ogni numero immaginabile per chiedere di escludermi dalle offerte speciali di vacanze nello Yucatan e di sospette cure odontoiatriche a prezzi da barbiere. Avevo acquistato marchingegni elettronici di incerta efficacia per bloccare o succhiare il numero telefonico importuno e richiamare con intimazioni di denunce in caso di mancata interruzione. Avevo eliminato il mio numero dagli elenchi telefonici pubblici, gesto inutile perché il computer dell'inferno pesca i numeri a caso. Mi ero iscritto alle liste della "associazione cittadini ai quali non rompere le scatole perché tanto non compreranno mai niente per telefono" (qui nell'Hotel America c'è un'associazione per tutti, anche per quelli che non vogliono appartenere a nessuna associazione). Ma la mia guerra di liberazione si è fermata di schianto la sera del 26 agosto 2004.
Quella sera, alle ore 23, il Telegiornale della ‟Nbc”, canale 4 di Washington, una stazione seria, ha dato la seguente notizia. La proverbiale signora anziana e sola, che viveva nella propria modesta casetta alla periferia della capitale, in Maryland, era davanti alla televisione nel soggiornino, mangiucchiando un vassoietto di insalata. Ignara di telefonini e di senzafilo, la signora, Joyce McRoe, teneva ancora un solo apparecchio in cucina. Poco dopo le ore 20, il telefono squilla. La signora, scricchiolando per l'artrosi, si alza e va a rispondere. "Hi! Salve!" fa la solita vocetta garrula dall'altro capo del mondo, "la signora Joyce?". "Sì, ma non compro nie...".
Non riuscì a finire la frase. In quel momento preciso, un camion a diciotto ruote, un Tir come diremmo noi, aveva sbandato infilando a tutto gas la stradina dove lei vive e aveva investito a pieno carico la sua casetta, polverizzando la metà dove lei era seduta pochi secondi prima.
Profondamente religiosa, Joyce McRoe ha detto alla cronista del tg serale della Nbc, che non aveva dubbi su chi le avesse fatto quella telefonata salvifica. Era stato il suo angelo custode, avvertito dall'anima santa del marito defunto che continuava a tenere un occhio dal cielo sulla casetta dove aveva vissuto insieme.
Può darsi. Ma poiché talvolta anche le anime beate possono distrarsi, in tutto quel gaudio celeste, io ho rimesso il numero di casa sull'elenco, sperando che lo leggano, se non gli angeli, almeno le ragazze dei "call center" in India. Se mi telefoneranno prima che un camion mi demolisca la casa, prometto di comperare un monolocale in Patagonia.
Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi è giornalista e scrittore, condirettore di repubblica.it e direttore di Radio Capital, dove conduce TG Zero. Dopo aver cominciato nel 1963 come cronista precario a “la Notte” ...

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