Vittorio Zucconi: Analisi del voto americano. 2. Kansas, le tute blu che votano Bush

Le radici di questa città stanno in cielo. Wichita si fa chiamare Air City, la città dell’aria. Aveva volato sul mondo per portare gli artigli dell’aquila americana e i turisti del "tutto compreso", fortezze volanti B-29, B-52, Boeing cisterna e Boeing 737 civili, nati in questa Grande Prateria dove le strade sono tracciate con la squadra. E dalla quale, come gli indiani Wichita estinti, la sinistra americana che proprio dalla Prateria era nata, è in via di estinzione. L’Enola Gay di Hiroshima era stata partorita qui, e aveva staccato le ruote da uno dei cinque aeroporti che circondano una città di 300mila abitanti. Nelle fabbriche di aeroplani Cessna, Beech, Learjet, Boeing, era cresciuto il sindacalismo più duro del paese. Nella piattezza ipnotica di un orizzonte fatto soltanto di cielo, si erano levati, come quelle periodiche trombe d’aria che risucchiarono via Judy Garland dal Kansas e la trasportarono nel regno di Oz, il socialismo della Prateria, il proibizionismo, le suffragette, l’abolizionismo, il populismo che alleava il bovaro in guerra con le banche al saldatore in guerra col padrone. Dal Kansas, partì John Brown, quello di "Glory Glory Alleluja", con l’immancabile schioppo in spalla, per andare da solo a liberare gli schiavi. Essere Democratici di tendenza focosa non era una scelta, era una seconda natura succhiata col latte della mamma, Roosevelt, Truman, Kennedy. Se qualche repubblicano riusciva a vincere seggi in Parlamento, apparteneva alla specie ormai estinta dei Mod, come li chiamano ora con disgusto, quasi fossero un’orchestrina da ballo, dei Moderati. Poi la risacca della storia si vendicò della città del cielo. Cadde un muro all’altro capo del mondo e poi caddero due palazzi a Manhattan devastando l’industria aeronautica militare e quella civile. La Pearl Harbor giapponese aveva costruito Wichita. La Pearl Harbor islamica la sta demolendo. Se ne vanno tutti, se ne va la Boeing, stanca dei sindacati. E il 2 novembre scorso, alle elezioni, George W. Bush ha preso, nella terra che inventò la sinistra, il femminismo, le suffragette, che per prima legalizzò l’aborto negli Usa, una maggioranza più forte di quella che gli ha dato il suo Texas, il 62% del voti contro il 31% di Kerry, il doppio. Come avrebbe detto Judy Garland al suo cagnetto dopo il tornado, mi sa che non siamo più in Kansas, Toto. Atterrare oggi a Wichita venendo da oriente, lungo la rotta delle tre G che hanno marcato le presidenziali 2004, God, Guns and George (e la quarta "G", Gays) vuol dire sbarcare in un’altra delle ironie che hanno cambiato, ma in realtà soltanto svelato, la nuova anima politica dell’America. La "città dell’aria", e il Kansas, dovrebbero essere riserva di caccia per i democratici, se i vecchi paradigmi della sinistra funzionassero ancora. Chi pensa che Torino sia un po’depressa per la sua Fiat, dovrebbe capire come si sentano in una città di 300mila abitanti, ficcata nel mezzo del nulla, dove 55mila persone lavoravano per la Boeing, che ha deciso di ritirarsi altrove. Ci si aspetterebbero folle davanti ai municipi che stanno tagliando del 20% ogni anno il bilancio per le scuole pubbliche e trasferiscono i fondi alle private attraverso i "buoni scuola", tumulti per difendere i sussidi statali all’agricoltura, la flebo che tiene in vita un terzo dei coltivatori del Kansas. E invece non soltanto "la plebe" tace, ma addirittura prega e vota per coloro che promettono di toglierle ancora più ossigeno, ma invocano il risanamento morale. "Come se i sanculotti parigini avessero assalito la Bastiglia per chiedere più potere all’aristocrazia", scrive Thomas Frank, un kansan che ha raccontato il paradosso apparente del "riflusso a destra". La fede, naturalmente, c’entra. La cintura della Bibbia qui stringe forte. Se la South Carolina è il luogo dove il revival religioso infuria, anche questo Kansas vibra di harmonium e cori angelici. L’elenco telefonico di Wichita presenta ben dodici pagine gialle di templi, dodici. C’è una fazione scismatica dell’Islam nero e c’è un Papa, Sua Santità Michele Primo, nato David Bowden e studente nel seminario eretico di Monsignor Lefebvre, che abbandonò quando Lefebvre, in articulo mortis, pronunciò atto di sottomissione a Roma. Bowden di professione fa, e che altro?, il carpentiere e quando riesco a trovarlo al telefono, mi sommerge non di farneticazioni pentecostali, ma di dottissime (e per me incomprensibili) diatribe sul diritto canonico e anti-conciliare che neppure tento di riassumere. Afferro soltanto la sua teoria sul "sedevacantismo", (lo dice latineggiando, sedevacans) che non è un’imprecazione oscena, ma l’idea che il soglio di Pietro sia stato usurpato e lui, falegname del Kansas, sia stato chiamato a occuparlo. C’è un filo di ovvia e benigna follia in questi kansan storditi dalla infinita pianura, dove la cristianizzazione risale alle "Bibbie di Breecher", portate dal signor Breecher, che offriva ai convertiti non il Sacro Libro, ma un fucile e li convinse per sempre dell’equazione fra polvere da sparo e Golgota. Wichita deve avere l’unica concessionaria al mondo di automobili Toyota dove, sulla autostrada numero 400, accanto alla immancabile bandiera americana formato campo da calcio, lampeggia una ciclopica croce al neon, offrendo sconti ai "buoni cristiani", una proposta che lascerebbe un po’perplessi i tecnici shintoisti nello stabilimento giapponese di Nagoya. Ci sono varie cartolerie "cristiane", con pinzatrici adornate di crocefissi e nastro adesivo trasparente con la scritta "Jesus saves", Gesù salva e incolla. Il pastore Terry Fox, della Chiesa Battista di Immanuel, propone "lezioni cristiane di tennis, racquetball, nuoto e bowling", oltre alle due emittenti dalle quale predica. Né scarseggia quella ipocrisia che il mercato della fede, quando si mescola al mercato delle cose, sempre trasuda. Sulla strada dello shopping, la North Rock Road, le palestre per rassodare i corpi, si chiamano biblicamente "Genesis Fitness Center". Accanto al distinto Polo Club, dove i bovari giocano a fare i Windsor, il centro di riabilitazione fisica annuncia ai pazienti successi terapeutici strabilianti dopo la sofferenza. Si chiama "Via Dolorosa". Ma quando vado nel nocciolo di questa ebbrezza mistico politica che ha afferrato anche il solido Mid West americano spingendolo nelle braccia di franchi reazionari come il senatore Sam Brownback che propone una inchiesta parlamentare sulla "corruzione morale", non trovo imbonitori spiritati. La scintilla del riflusso conservatore americano in chiave mistica, quello che è riuscito a relegare i Democratici sordi ai margini della nazione, è stata la battaglia contro l’evoluzionismo darwiniano. Fu nel Kansas - di nuovo - che, dieci anni or sono, una madre di famiglia qualsiasi decise di ritirare il figlio da una media pubblica perché l’insegnante escludeva la spiegazione "creazionista", dell’umanità, Adamo ed Eva. Un politicante minore difese quella donna e fu eletto tra i dieci membri della Commissione, uno appena. La scorsa settimana sono stati eletti sei candidati "creazionisti" contro quattro "evoluzionisti". Nelle scuole l’insegnamento della Bibbia come spiegazione dell’universo deve ora essere affiancata alle teorie di Darwin e ai poster con l’albero delle scimmie. Nella sede dello school board di Wichita c’è la signora che ritirò il figlio dalla scuola pubblica Kathy Martin,. Parla con calma, razionale. "Tutto quello che noi abbiamo ottenuto è affiancare la Bibbia ai libri di scienza. I giornali ci descrivono come cavernicoli primitivi. Niente affatto. Semplicemente, desideriamo che i nostri figli sappiano che l’evoluzionismo è una teoria, non una verità assoluta". Aggiunge: "Noi cristiani siamo stanchi di essere trattati come pazzi furiosi, mentre i 4mila omosessuali di San Francisco che si sposano fra di loro sarebbero i normali". Ecco il punto chiave del grande riflusso immateriale colto e coltivato dai repubblicani e da Bush, il senso di essere diventati i devianti, i non americani, in una cultura nazionale capovolta dominata da élite radicali. Quando la bilancia del potere nelle scuole pubbliche cominciò a pendere dalla parte dei "creazionisti", si mobilitarono le facoltà. Piovvero professori per fermare il "riflusso oscurantista". A genitori in salopette jeans garbatamente odorosa di sterco, i dottori del tempio scientifico davano risposte infastidite. Seduto, asino. Il risultato fu che la democrazia della fede batté l’aristocrazia della cultura. E il deputato repubblicano eletto nella Wichita dove è nato, l’olimpionico Jim Ryun, già recordman del mondo sul miglio, insegna ai suoi elettori rapiti come si dovrebbe svolgere un corteggiamento tra maschi e femmine in una nazione timorata di Dio. Ecco: "Se un giovanotto vuole uscire con mia figlia, prima di tutto deve pregare molto. Poi, deve chiedere al proprio padre il permesso. Poi deve venire da me, e dobbiamo pregare insieme". Non conosciamo l’opinione della figlia forse innervosita, ma conosciamo quella dei suoi elettori. "Lui è l’America che vogliamo rivedere", intona Tammy Brew dalla trasmissione radiofonica serale che fa più ascolti delle reti tv, nella radio accese nella prateria come lumini. Fa ridere, il bacchettonismo patriarcale dell’ex olimpionico? Può darsi. Ma nella notte di Wichita non più sventrata dai bombardieri che decollavano per i collaudi, si è alzata una voce che la sinistra non ha saputo ascoltare e che, per dispetto, per paura, per solitudine, ha trovato un nuovo cielo in cui volare.
Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi

Vittorio Zucconi è giornalista e scrittore, condirettore di repubblica.it e direttore di Radio Capital, dove conduce TG Zero. Dopo aver cominciato nel 1963 come cronista precario a “la Notte” ...

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