Michele Serra: Pronto, chi ascolta?

Le intercettazioni telefoniche sono spesso un grave arbitrio e una pesante violazione della vita privata: lo ha detto il garante della privacy in un'intercettazione telefonica pubblicata sui principali quotidiani nazionali. Il garante ha spiegato di avere riunciato da tempo alle conversazioni personali: sapendo di essere intercettato, preferisce rilasciare solo dichiarazioni ufficiali, molto calibrate, anche quando telefona ai parenti.
Uguale abitudine è ormai in vigore presso tutti i principali esponenti politici e istituzionali. Fa testo questa intercettazione del governatore Fazio, ripresa nei giorni scorsi da tutti gli organi di stampa.

- Anto'? So' Mariuccia. Embè?
- Auspico una migliore ripartizione tra rendita finanziaria e investimenti, nell'interesse del paese.
- Ma che stai a dì? So Mariuccia, tu' cognata.
- Non desta preoccupazione, nonostante alcune interpretazioni tendenziose, il lieve aumento dei fenomeni inflattivi, ampiamente compensato dalla tenuta del potere d'acquisto.
- Vabbè. Ma te 'o devo porta', er vitel tonné, oppure no? Guarda che qui sta a fini', dice er pizzicagnolo che si nun lo ordino subbito, se lo magnano tutto.
- Riuniremo presto le parti interessate. Buongiorno.

Nonostante la prudenza, si moltiplicano gli episodi inquietanti, aggravati dalla massiccia immissione sul mercato dei nuovi video-telefonini. Ormai i giornali pubblicano, accanto al testo integrale delle intercettazioni, anche i principali fotogrammi relativi alla conversazione, senza risparmiare al pubblico le immagini più crude: Romano Prodi mentre si veste da ciclista, Casini che si pettina, papa Ratzinger che fa gli addominali a Castelgandolfo.
Ormai sotto controllo anche i citofoni, con gli archivisti della Digos che hanno ufficialmente fatto presente ai superiori l'impossibilità di catalogare decine di milioni di conversazioni pressoché identiche: 'Sono io' 'Sali', oppure 'Chi è?' 'Io', oppure 'Che piano?' 'Terzo'. Non è passata inosservata, però, una citofonata tra il governatore Fazio e un misterioso visitatore (identificato nell'autista di Stefano Ricucci, grazie a mezzi molto sofisticati, dagli esperti della scientifica):

'Sono l'autista di Stefano Ricucci. Che piano?'
'Dipende'.

Si studiano con interesse i cambiamenti di mentalità e costume indotti dal controllo ormai sistematico delle nostre parole e dei nostri movimenti. Numerosi, ad esempio, i casi di insospettabili clienti di banche e uffici postali che si presentano agli sportelli con la chitarra e cantano Piccolo grande amore sperando di essere ripresi dalle telecamere e scritturati per uno show. Frequenti, anche, le uscite ai caselli autostradali delle più prestigiose località turistiche, per far credere a chi controlla i tabulati del Telepass di essere frequentatori abituali. In Costa Smeralda si segnalano parecchi casi di un fenomeno detto ‟arrembaggio virtuale”: alcuni dei miserabili idioti che stazionano per settimane nei porticcioli dei vip tentano di infilare il proprio cellulare nelle tasche di chi si imbarca, in modo che la traccia del segnale comprovi la loro presenza a bordo. Alessia Merz, ospite del lussuoso panfilo di Stefano Ricucci, una Jacuzzi lunga trentacinque metri, si è ritrovata con diciotto cellulari nello zaino, ma non avendo capito che non erano i suoi ha trascorso l'estate a rispondere ‟tvtb” a migliaia di sms.
Tornando alle intercettazioni, sono ormai uno status-symbol: la gente si è resa conto che gli intercettati sono sempre persone potenti e famose, e si scatena l'emulazione. Sperando di finire sui giornali, cittadini qualunque trasformano banali chiacchierate in potenziali casi. Esemplare questa registrazione, effettuata pochi giorni fa ai Lidi Ferraresi.

- Gino? Ma vieni o non vieni?
- Un attimo. Non so se dare la scalata alla Bnl oppure fondare una cellula terroristica in sonno.
- Sei scemo? Sbrigati, e porta il materassino che la bambina se l'è dimenticato in macchina.
- Hai parlato con Bruxelles?
- Eh?
- Sono tutti contro di noi. Bisogna convincere i bresciani. Sono wahabita. Privatizzo la Rai. Ho ucciso diciassette prostitute. Mi candido per le primarie. Sposerò Valeria Marini.
- Gino? Stai bene?
- Gina, noi due non siamo nessuno. O ci diamo una mossa, o moriremo ignoti.
- D'accordo. Ma non dimenticare il materassino.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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