Michele Serra: L'amaca di martedì 6 giugno 2006

‟Chiede silenzio al nuovo governo”, si legge sul ‟Corriere della Sera” di ieri, seconda pagina. In rapida sequenza: 1 – Mi sono chiesto chi fosse così autorevole e al tempo stesso così screanzato da intimare al governo di tacere. 2 – Ho esclamato: ‟cacchio, ma Michele Serra sono io!”. 3 – Ho cercato di ricordare in quale occasione io abbia inoltrato al governo italiano l’ordine di ammutolire, che i testi di diritto costituzionale prevedono solo in caso di legge marziale, conflitto termonucleare o invasione aliena. 4 – Mi sono ricordato che, qualche settimana fa, quando il governo si insediò, scrissi un articolo piuttosto critico sulla ridda di dichiarazioni discordanti rilasciate da alcuni ministri ai cronisti presenti e anche a gruppi di passanti. 5 – Ho riconosciuto all’anonimo collega del ‟Corriere” il diritto di sintesi, con tutti i rischi per la sintesi e anche per il diritto. 6 – Ho capito che quella mia remota opinione, riscaldata come la ribollita, serviva per allestire una polemichina a sinistra con Franco Carlini del ‟Manifesto”, il quale, invece, a quanto pare desidera fortemente che il governo parli. 7 – Credo che telefonerò a Franco Carlini del ‟Manifesto” per chiarire, bilateralmente, quando e quanto è bene che il governo parli, per poi comunicarlo al governo (lodo Carlini-Serra) e soprattutto al ‟Corriere”. 8 – Ho pensato che Carlini, il ‟Corriere” e io facciamo un lavoro davvero molto strano.
Michele Serra

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Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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