Michele Serra: Lotte dure con le manicure

Il mondo delle corporazioni italiane è in subbuglio. Dopo taxisti e farmacisti, a chi toccherà subire i duri colpi del governo Prodi? I portavoce delle diverse categorie professionali sostengono che i loro regolamenti interni sono pienamente al passo con la modernità e il libero mercato. Indossando i tipici costumi variopinti, risalenti alle Repubbliche Marinare, hanno dunque convocato una conferenza stampa consegnando ai giornalisti pergamene contenenti le loro rivendicazioni, in caratteri gotici. Si sono poi allontanati a cavallo, preceduti dai suonatori di liuto e seguiti dagli alabardieri. Ma vediamo quali sono le categorie nel mirino del governo.

Palombari
I palombari italiani, in seguito a un decreto del 1867, sono di nomina regia. Dopo la caduta della monarchia non è stato più possibile nominare nuovi palombari: sono 18 in tutto, tutti di Genova Pegli. L'incarico passa di padre in figlio, e con esso il caratteristico scafandro che i palombari indossano durante la parata del 2 giugno, emettendo bollicine quando transitano davanti al palco delle autorità. Per legge ogni recupero nei mari italiani, ma anche nelle piscine, può essere effettuato solo da loro. La tariffa è 500 euro per immersione, più 5.000 in marche da bollo da versare al loro Sindacato, che ha sede a Vaduz. Qualora il governo volesse intaccare il monopolio dei palombari, questi minacciano di bloccare il bar di Pegli nel quale stazionano giorno e notte.

Manicure
Le manicure italiane sono circa ventimila e sono riunite in una potente Gilda di origine medicea. Grazie a una concessione di Lorenzo il Magnifico, che amava molto le manicure e s'intratteneva con loro, inspiegabilmente, per intere giornate rinchiuso nei suoi appartamenti, la Gilda delle manicure ancora oggi gode del monopolio assoluto nell'asportazione delle pellicine e nella limatura delle unghie. Gli italiani e le italiane che provvedono alla cura delle proprie mani privatamente, ignorano di commettere un reato punibile penalmente. Alla notizia che Bersani intenderebbe liberalizzare la cura delle mani, le manicure hanno minacciato il blocco totale della smaltatura carminio delle unghie dei piedi in tinta con la borsetta. Secondo il governo la ricaduta sarebbe limitata al solo settore delle milanesi in vacanza ad Alassio.
Preti
I preti cattolici, riuniti in una potente organizzazione privata (la Chiesa Cattolica, con sede a Roma e propaggini finanziarie in tutto il mondo), mantengono da anni il privilegio esclusivo di poter dire messa. Il governo propone di allargare anche a suore, chierichetti e semplici passanti il diritto di dire messa, e lo fa per il puro gusto di rendere la pariglia alla Chiesa ficcando il naso negli affari suoi.

Confettieri
Riuniti nell'Ordine dei Confettieri, istituito già in epoca borbonica, i confettieri italiani hanno il monopolio della fabbricazione dei confetti e minacciano di non fare più confetti qualora i confetti potessero essere fatti anche da altri. La soluzione del governo è far fare i confetti anche da altri.

Cotogno-confetturisti
Sono una minuscola corporazione (due persone in tutto, marito e moglie di Bagnacavallo, in Romagna) che hanno ereditato dai trisnonni l'esclusiva nella commercializzazione di confetture di mele cotogne in particolari vasetti da 15 chili. Contano di sfuggire alle mire del governo perché nessuno sa della loro esistenza. Qualora fossero scoperti, minacciano il blocco dell'Autosole versando sull'asfalso l'intera produzione, scivolosissima.

Giornalisti
La deregulation intende abolire l'Albo professionale e aprire a tutti l'accesso ai giornali. L'Ordine dei giornalisti ha potuto agevolmente replicare che la categoria ha già provveduto da sola a liberalizzare l'esercizio della professione, da molto tempo aperta a cani e porci.

Cani e porci
L'ordine professionale Cani e Porci, gloriosa istituzione trecentesca, per decreto governativo viene sciolta e mutata in ‟Ordine degli ospiti televisivi e dei concorrenti di reality show”. La ragione sociale e le mansioni rimangono identiche.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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