Michele Serra: Satira in versi per dodici mesi

Gennaio. Appeso a una palma
(la sola rimasta in Iraq)
oscilla Saddam. La sua salma
verrà sottoposta a una tac
cercando le neurotossine
che fanno ammattire i tiranni.
Si studia chi al male è più incline:
un principe dei turcomanni
che vuole distruggere gli Usa
il re dei pigmei, che se abusa
di zenzero picchia i vicini
il duce di Tonga e Bikini
che ha i missili fatti di cocco
il sosia di Stalin, l’uscocco
terrore di Portorotondo.
Rimedio: invadere il mondo.

Febbraio. Riconta le schede
ciascuna famiglia italiana.
Ognuno le sue. Ci si siede
riuniti in cucina. Si spiana
la sfoglia sul tavolo accanto
intanto che il capofamiglia
controlla i suffragi. D’incanto
c’è un margine che si assottiglia
tra il voto di nonna e di zia.
Profumo di democrazia.
Luigino ha votato Gramazio
la mamma Veltroni. Zio Ignazio
vorrebbe cambiare il suo voto
per Prodi, e darlo alla Lazio.
Lo spoglio sarà reso noto
tra un mese. Dipende da Ignazio.

A marzo questioni noiose
sui Bot e sui conti in passivo
diventano, senza motivo
ragione di liti furiose.
A Montecitorio si vota
la tassa sul passo carraio
tra grida di "porco" e di "idiota"
nell’aula che è tutta un abbaio.
E’ il segno. La guerra civile
divampa. Si spara a Milano
all’ora del brunch, col fucile
di Dolce e Gabbana. Romano
prepara lo scontro finale
sul pullman blindato. Per male
che vada, daremo alla Lega
Varese. E chi se ne frega.

Aprile. Dov’è Scaramella?
si dice che indaghi a Macao
sul conto di quel Mortadella
venduto alla Cina di Mao.
Tra sete, lanterne e bambù
domanda ai cinesi per via
se sanno qualcosa di più
su Prodi, la celebre spia.
Un tale gli dice: "ciun cin"
e questa è la prova sicura
che fece l’agente a Pechin
quel premier di origine oscura.
Guzzanti conferma. "Conosco
da tempo l’infame pastoia.
L’ho visto più volte, quel losco
mangiare spaghetti di soia".

Di maggio, che è il mese più bello
arriva una buona notizia:
Berlusca, che s’ama e si vizia
si è fatto rifare l’uccello.
Lo mostra alla televisione
poggiato su piume di struzzo
enorme, più di un capitone
più rigido del calcestruzzo.
Lo zoom ne rivela la trama
preziosa, la pelle dorata
la cuspide che si richiama
a un tempio pagano. Prostrata
applaude la folla in delirio
contempla lo scettro di carne
disposta al sublime martirio
sapendo che uso può farne.

È giugno. La prassi richiede
che presto si faccia la sede
del nuovo partito ulivista.
Ciascuna corrente, ogni lista
presenta un progetto diverso:
a cubo, a cilindro, a segmenti,
a sfera, o un palazzo sommerso
qualcosa che ben rappresenti
l’idea di una vasta alleanza.
Qualcuno vorrebbe una stanza
con vista sul mare, carina
vicino alle piste da scì.
Del resto una casa così
già esiste nella canzoncina
lo sai l’indirizzo qual è?
via Matti, al numero tre.

Di luglio l’allarme sul clima
sconvolge il pianeta. Si stima
che il ghiaccio rimasto in calotta
non basta per fare il Negroni.
E questa è davvero la botta
che scuote le vecchie opinioni.
"Salvate il mio drink" è la nuova
frontiera degli Usa. La prova
più dura. E fanno cubetti
di ghiaccio a milioni, perfetti
nei congelatori gigante.
Per ogni bicchiere altrettante
riserve bruciate, e il calore
che arriva alla stelle. Un sentore
di morte si mischia all’effetto
dell’alcol. Il cocktail perfetto.

Agosto. La folla adorante
davanti alle barche va a frotte
lumando il terzino prestante
che bacia la nuova cocotte.
Burini dal reddito scarso
in piedi sul molo riarso
invidiano fino al dolore
burini dal reddito alto.
Veline si danno lo smalto
sui piedi. Di quale colore?
È il grande quesito d’estate
su tutte le grandi testate.
È la soluzione finale
per ogni tensione sociale:
nei vicoli di Porto Cervo
si allena lo sguardo del servo.

Settembre. La televisione
rinnova i programmi. Convince
la fiction su Papa Gastone
(chi non lo ricorda?). Si vince
coi pacchi ogni sera un milione.
Lo special su San Gedeone.
La gara di ballo col frac.
La storia di Santo Godzilla
che si convertì dopo il ciak.
La vita di Santa Camilla.
Il quiz con le tette di fuori.
Lo show "Diventare tenori".
Morale: il format perfetto
sarebbe una fica che sbanca
un quiz religioso. Va a letto
col prete e diventa una santa.

Ottobre, l’ondata teo-con
stravince su Darwin: perché
l’umano conosce il bon-ton
se viene dallo scimpanzè?
Sconfitto il pensiero scientista
si schiudono nuove visioni
Adamo era bianco. Surfista.
Suonava il suo banjo sul pony.
Sua moglie, ragazza pon-pon
stirava i capelli col phon.
Si amarono come conigli
e fecero quindici figli.
Son stati creati da Dio
nel milleottocentoquaranta.
E questo non è parer mio.
È il Libro. E si sa, carta canta.

Novembre. Politicamente
è duro informare la gente.
Fassino alla "Prova del cuoco"
rilancia il governo. Per gioco
soffrigge due chili di pere.
Da Vespa c’è Fini, a sedere
in mezzo a un balletto cinese.
Casini ha maggiori pretese
e vuole cantare a Sanremo.
Perfino il ministro più scemo
ha il suo siparietto serale
e invoca un paese normale
ballando da Piero Chiambretti.
Alcuni si dicon costretti
a non rifiutare l’invito.
Del resto: è un paese impazzito.

Dicembre. L’inverno italiano
concede spruzzate di neve
venuta da molto lontano.
La fanno a Shangai, cade lieve
da schermi giganti, virtuale
brillare di fiocchi di plasma
memoria di un quasi Natale.
L’idea di un inverno fantasma
balugina in fondo alla strada
sospesa alle case, sui muri
in mezzo alle scarpe di Prada.
La guardano i bimbi, sicuri
che a casa potranno cliccare
più o meno la stessa sequenza.
Si chiama new-neve. Traspare
dal video la sua quintessenza.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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