Michele Serra: Pure il tacchino è in crisi

Il tracollo finanziario americano sta raggiungendo limiti imprevedibili. A differenza che nel '29, gli agenti di Borsa sono costretti a suicidarsi strozzandosi con le proprie mani, perché non ci sono più soldi per acquistare le pallottole. Grazie allo spirito di corpo, davanti a Wall Street non è raro imbattersi in coppie di yuppies che, per facilitarsi il compito, si strozzano a vicenda, aiutandosi con il nodo scorsoio della cravatta. Impossibile anche la pratica, un tempo molto in voga nelle City di tutto il mondo, del suicidio lanciandosi dalla finestra. Quasi tutti gli uffici finanziari hanno dovuto trasferirsi a pianterreno per ridurre le spese di locazione.
Quanto al cittadino medio, non solo manca la liquidità per le rate del mutuo sulla casa, ma anche per pagare il facchino portoricano che deve portare il mobilio al Banco dei Pegni. Frequente la scena, penosissima, di padri di famiglia che vagano lungo i marciapiedi trasportando in spalla il televisore ancora acceso, con i figli che seguono guardando la pubblicità e annusando cartoni di popcorn vuoti, mentre la madre chiede psicofarmaci ai passanti. Nei casi più disperati, quando anche il televisore viene sequestrato, i nuclei familiari si radunano attorno alla mazza da baseball, osservandola in gruppo per molte ore. Parecchie famiglie, orgogliosamente, hanno ricostruito per strada la loro way of life: si sistemano in una piazzola di parcheggio e costruiscono palizzate di fortuna attorno al barbecue, cercando di convincere gli automobilisti a non fare retromarcia.
Pesanti conseguenze anche sui consumi. Molto triste lo spettacolo delle pon-pon girl che non possono più permettersi dei veri pon-pon, e in sostituzione agitano ciuffi d'erba, vecchie parrucche o tappetini da bagno. Solo nelle case dei davvero ricchi regge l'usanza del tacchino ripieno, sostituito altrove dal tacchino senza ripieno o dal ripieno senza tacchino. Alcune famiglie uniscono gli sforzi, una porta il tacchino e l'altra il ripieno. Ma non è raro il caso di furiosi litigi quando ci si rende conto che entrambe hanno portato il ripieno, o entrambe il tacchino.
Ma come è stato possibile arrivare a tanto? Secondo gli analisti, il sistema del credito è stato forzato oltre ogni prudenza. Ci sono banche che pur di concedere ulteriori prestiti e speculare sugli interessi, erano costrette a mandare gli impiegati, travestiti da clienti, a chiedere a loro volta un prestito nella banca accanto, e così via fino a coinvolgere interi isolati in una patetica catena della speranza. Ci sono istituti che hanno concesso prestiti fino a cento miliardi di dollari avendo in cassa solo un paio di banconote da cinquanta, un rotolo di nastro adesivo e alcuni fermagli. Clamoroso il caso della Krupfel-Smith, prestigiosa banca d'affari di Manhattan che ha finanziato l'acquisto del Perù presentando come garanzia l'acquisto stesso del Perù: una pratica pericolosissima, nota come ‟inside-profit-garancy” (in italiano: fottuta truffa), che è stata smascherata solo per un errore tecnico di un impiegato della Krupfel-Smith: il presidente peruviano si è visto recapitare a casa una lettera di congratulazioni per avere ceduto il Paese in cambio di vantaggiosi sconti sui biglietti aerei e un abbonamento alla palestra sotto casa.
Spente le telecamere interne in quasi tutte le banche americane: lo spettacolo degli impiegati che, in lacrime, chiedono in prestito qualche spicciolo ai clienti, è stato giudicato poco edificante dalle autorità finanziarie. Grave anche il fenomeno dei cassieri che si rapinano da soli, puntandosi una matita acuminata alla gola. Gli ispettori della Federal Reserve stanno battendo a tappeto, per i dovuti controlli, tutti gli istituti di credito del paese, ma i risultati dell'energica azione di verifica saranno resi noti solo nel 2018, il tempo necessario perché gli ispettori raggiungano in bicicletta tutti gli angoli del Grande Paese.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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