Michele Serra: Sei milioni di alabarde

La polemica sui fucili di Bossi ha dominato le ultime battute della campagna elettorale. Si sospetta che il Senatur millanti il possesso di armi da fuoco in realtà inesistenti. Secondo calcoli attendibili, la Lega disporrebbe di un numero cospicuo di forconi a tridente, già ammirati nella recente Festa della Fienagione. E di una quantità imprecisata di coltellini svizzeri, alcuni con cavaturaccioli altri senza, già usati per bucare le gomme delle macchine nei sanguinosi scontri tra bande rivali di pensionati cercatori di funghi. Discreta anche la dotazione di armi storiche, come le alabarde trafugate dai magazzini di Cinecittà e usate dai ministri leghisti per pulirsi i denti dopo i pasti, e le micidiali catapulte Golia, vanto dell'artigianato bergamasco e usate per colpire al volo gli stormi di fringuelli durante la celebre Festa del Bracconaggio, che si tiene in suggestivi paesini di fondovalle riconoscibili per i grossi buchi nei tetti.
I fucili sarebbero in realtà pochissimi. Poche centinaia di doppiette, per altro già sequestrate ai cacciatori del Bresciano, con l'accusa di farne un uso improprio: le utilizzavano per la pesca di frodo dei pesci siluro nei laghetti di pesca sportiva.
Altro discorso meriterebbero le squadriglie di Suv coreani a basso costo, normalmente usati dalle massaie lombarde per portare i bambini a scuola e per stendere i panni sulla barra antibufalo. Secondo la Digos, se guidate dal marito ubriaco potrebbero costituire un grave pericolo. Ma la maggior parte di queste vetture è inutilizzabile da quando, in occasione dell'inaugurazione della nuova Variante Subalpina, il corteo leghista, guidato da Calderoli, è precipitato in un dirupo perché la Variante, frettolosamente inaugurata, era solo sulla carta: dopo un chilometro precipitava nell'Orrido di San Prudenzio, una fenditura naturale che da secoli inghiotte tutti gli eserciti in transito.
Difficile anche l'utilizzo dell'aeroporto di Malpensa a scopi bellici. Nelle prove simulate, i piloti da guerra lumbard, compresi quelli già residenti a Malpensa, non sono riusciti a raggiungere in tempo l'aeroporto lungo il tratturo a due corsie che lo collega al mondo civile, intasato di lepri morte, copertoni in fiamme per i tipici sabba delle prostitute nigeriane (amatissime dai clienti lumbard) e roveti mai potati a causa di un conflitto di competenza tra l'Anas e i coltivatori locali di ortaggi per cassoeula.
Molti i dubbi sulla logistica. I movimenti delle truppe lumbard, durante le esercitazioni, si sono rivelati difficoltosi a causa delle decine di migliaia di rotonde che formano la rete viaria padana: il rettilineo più lungo è di un centinaio di metri. Il Battaglione Pontida, guidato dal generale Urca e formato da duemila camicie verdi armate di enormi pestacarne, ha percorso sedici volte la complanare di Busto Arsizio, arrendendosi a una pattuglia della Polstrada. La Divisione Brenno, riconoscibile per i caratteristici elmi cornuti e il giustacuore di eternit, ha impiegato tre mesi per spianare, su suggerimento del Genio Lumbard, tutte le rotonde che impediscono di raggiungere Venegono inferiore partendo da Venegono superiore.
Male, secondo gli esperti, anche l'attività spionistica. La spia leghista è facilmente smascherabile perché, anche quando è travestita da immigrato pakistano o da agente di commercio francese, grida in continuazione "Roma ladrona" e soprattutto agita l'alabarda.
Meglio l'attività di vettovagliamento. Già pronta la comoda Razione del Fante Leghista, formata da uno stinco di bue con verze e una bevanda al gorgonzola molto nutriente. Qualche difficoltà nel trasporto del Tagliere del Reggimento, un'enorme tavola di legno, dal forte significato simbolico, che sorregge cinquanta chili di polenta. I quattro addetti al trasporto faticano molto a tenere il tagliere in orizzontale, e si ustionano facilmente a causa della continua tracimazione di polenta arroventata. Risolto invece il problema delle forme di taleggio, tradizionalmente quadrate. Se ne produrranno di tonde per facilitare il rotolamento delle medesime lungo i percorsi scoscesi.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma e cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su ...

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