Il cardinale George Pell incriminato per reati sessuali su minori

Pell dovrà comparire davanti al tribunale di Melbourne il 18 luglio 2017. Lussuria il libro-denuncia di Emiliano Fittipaldi ne traccia il profilo e la storia, e mette in luce le responsabilità di molti altri fiancheggiatori. Nessuno prima di Fittipaldi, fino ad ora, aveva messo in fila dati, casi concreti, dichiarazioni dottrinarie e inchieste giudiziarie per comporre il sistema sconvolgente di una Chiesa ancora preda del peccato di lussuria e pronta, fino ai suoi vertici più alti, a tacitare ogni scandalo, a proteggere la “lobby gay” del Vaticano, a evitare di risarcire le vittime, a perdonare e aiutare i carnefici.

Leggi alcuni estratti del libro su George Pell.

[…] il cardinale George Pell, numero tre del Vaticano, è indagato per aver messo le mani addosso a due ragazzini che, da adulti, lo hanno denunciato. Prima di essere chiamato a Roma da Francesco, foto e documenti australiani segnalano che in passato ha accompagnato e sostenuto in tribunale un sacerdote molestatore seriale, ha aiutato economicamente predatori sessuali finiti in carcere, ha inviato una lettera a una ragazzina violentata da un suo prelato in cui si diceva che o accettava 30 mila euro come risarcimento e la chiudeva lì, o la Chiesa si sarebbe difesa “strenuamente” dalle accuse, sebbene Pell sapesse che erano vere. 30 mila euro: quando il patrimonio finanziario e immobiliare della sua vecchia diocesi, ho scoperto, vale 1,3 miliardi di dollari.

Pell è uno dei cardinali del C9, il gruppo ristretto di porpore che consiglia il Santo Padre sulla riforma e la gestione della Chiesa universale. Con lui c’è Óscar Rodríguez Maradiaga, uno degli uomini più ascoltati da Bergoglio. Tra il 2002 e il 2003 ha ospitato in una delle diocesi sotto il suo controllo il prete latitante Enrique Vásquez, un prelato incriminato dalla polizia del Costarica per abusi sessuali e inseguito vanamente dall’Interpol per quasi un lustro in mezzo continente americano. Con loro c’è anche il cardinale Francisco Javier Errázuriz, che per anni ha alzato le spalle di fronte alle denunce che gli arrivavano dalle vittime di un maniaco, padre Fernando Karadima, a cui ha anche promesso una grande festa per il suo addio al sacerdozio.

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Nessuno ha detto a Francesco che Pell era da tempo molto criticato in madrepatria, e che già in passato era finito nel mirino degli investigatori per vicende legate alla pedofilia. Nel 1995 l’attuale cardinale era infatti ausiliario dell’arcivescovo di Melbourne Thomas Little, di cui prenderà il posto l’anno successivo: Pell è colui che ha gestito in prima persona lo scandalo dei pedofili australiani negli ultimi due decenni. L’uomo che organizzò un protocollo di risarcimento destinato ai sopravvissuti, il Melbourne Response, che secondo la ricercatrice Judy Courtin “fu in realtà un sistema progettato per controllare le vittime, contenere gli abusi e proteggere la Chiesa. Un formulario che servì a minimizzare i reati, occultare la verità, manipolare, intimidire e sfruttare le vittime”. […]

“Da un punto di vista legale non credo che una compagnia di trasporti o i suoi dirigenti possano essere considerati responsabili, nel caso uno dei loro camionisti dia un passaggio a una ragazza per poi molestarla,” ha ribadito Pell durante un’udienza della Royal Commission nell’agosto del 2014, paragonando i sacerdoti pedofili agli autotrasportatori e Santa Romana Chiesa a un’azienda di tir che deve quindi essere, davanti agli orrori dei suoi preti, considerata come “giuridicamente non perseguibile”. Una frase che ancora oggi sciocca Nicky Davis, uno degli esponenti delle organizzazioni delle vittime […]

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